CONCORSO “LEGALITÀ E CULTURA DELL’ETICA 2024/2025” ROTARY CLUB ITALIA

XIV edizione del Concorso “Legalità e Cultura dell’Etica”, a cura del Rotary Club Italia, rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado.

Il culto della forza e dell’aggressività è in preoccupante aumento tra i giovani: la Società, la Scuola e la Famiglia sono chiamate a prevenire e affrontare il problema, contrastando la violenza giovanile anche attraverso la valorizzazione delle differenze di genere”: questo il tema della XIV edizione del Concorso “Legalità e Cultura dell’Etica”, a cura del Rotary Club Italia, rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di I e II grado del territorio nazionale. I partecipanti hanno espresso il loro punto di vista sulla tematica proposta attraverso una vasta gamma di lavori, suddivisi in quattro diverse sezioni: Tema, Manifesto, Scatto fotografico, Video. Ben 2200 gli elaborati pervenuti alla giuria: tra questi, nella sezione Tema, si è aggiudicato un meritatissimo e ambito terzo premio il nostro alunno Mirko Colozzi, classe III A Liceo Artistico.

La cerimonia di premiazione ha avuto luogo venerdì 11 Aprile u. s. nella splendida cornice della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e ha visto la partecipazione di personalità importanti nel campo della legalità e della comunicazione. La manifestazione, coordinata da Patrizia Cardone (presidente dell’Associazione “Legalità e Cultura dell’Etica”) e da Fabio Arcese (governatore del Distretto Rotary 2080), si è svolta nell’ambito del XIV Forum sulla legalità ed è stata patrocinata dai diversi Rotary Club italiani.

Tematica del Forum “Il Rispetto”, indagato da varie angolature attraverso i significativi interventi del prof. Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, della portavoce del presidente ANP prof. Antonello Giannelli e della dott.ssa Maria Grazia Mazzola, giornalista del TG1, coordinati dal dott. Luciano Ghelfi, giornalista del TG2 e quirinalista. Hanno preso la parola anche il sen. Francesco Paolo Sisto, viceministro e sottosegretario alla Giustizia, e l’on. Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione, sottolineando come la scuola sia fondamentale per la promozione di una cultura della legalità e del rispetto, in sinergia con la famiglia e la società tutta.

Un momento molto toccante è stato quello della consegna degli attestati di “Ambasciatore della Legalità” ad autorevoli personalità della società civile, come Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto, ucciso dalla mafia nel 1982, e padre Maurizio Patriciello, parroco di Caivano; particolarmente forte la testimonianza di tre donne sopravvissute ad angherie e privazioni e simbolo di resilienza e rinascita: Sediqa Mushtaq, attivista afghana perseguitata dai talebani; Sadaf Baghbani, attivista iraniana oppressa dal governo del suo Paese; Giorgia Puleo, imprenditrice siciliana vittima di violenza di genere.

«Homo sum, humani nihil a me alienum puto»: le parole di Terenzio possono ben riassumere il profondo contenuto della mattinata. Rispetto, infatti, è empatia e compassione, poiché solo la compassione genera l’umano e ci permette di comprendere che l’altro ha i nostri stessi bisogni, i nostri stessi sentimenti, i nostri stessi diritti: il rispetto è il punto di raccordo tra differenze e peculiarità di ogni uomo, è ciò che consente di essere realmente tutti diversi, ma tutti uguali.

Nutriamoci, dunque, di rispetto! Riscopriamone il valore per estirpare la mala pianta della violenza, per abbattere i muri del silenzio e dell’indifferenza, per costruire un futuro più giusto e solidale! Questo, però, richiede impegno: si impara il rispetto se si è guardati con rispetto, si impara la legalità se ci si comporta con legalità. Le regole non bastano, serve l’esempio, perché noi siamo ciò che abbiamo ricevuto, siamo dono: ogni donna, ogni uomo che lottano per la propria dignità di esseri umani ispirano altre donne, altri uomini a non arrendersi al buio del presente, ma ad avere la speranza certa di poter “cambiare le cose”.

«Se veramente ognuno fa qualcosa, qualcosa di bello succederà», diceva don Pino Puglisi: allora impegniamoci tutti, come era solito ripetere il generale Dalla Chiesa!  La legge fine a se stessa non basta. È fondamentale che i nostri diritti siano nero su bianco, certo, ma è condizione non sufficiente: bisogna, infatti, poter esercitare concretamente quei diritti e permettere che tutti possano farlo in piena libertà. Legge e rispetto, legge e amore per dirla con Antigone: «Io esisto per amare, non per odiare».

Circolari, notizie, eventi correlati